L’origine della tavola periodica

L’origine della tavola periodica
  • L’organizzazione degli elementi chimici
Fin dall’antichità si è cercato di organizzare i diversi elementi conosciuti dall’umanità. Tra i tentativi più recenti figurano quelli degli alchimisti. Uno degli alchimisti più importanti fu Paracelso, il quale già nel XVI secolo proponeva, accanto ai quattro classici elementi ellenici, ovvero Aria, Terra, Fuoco e Acqua, la tria prima, gli elementi di cui è composta la materia: Mercurio, Sale e Zolfo (Mi Sistema Solar, 2018). Ogni elemento alchemico conosciuto era accompagnato dal proprio simbolo e dalle relative proprietà, ma nel XVIII secolo, con la nascita della chimica moderna e la graduale scomparsa dell’alchimia dagli ambienti scientifici, si cominciarono a proporre altri sistemi di classificazione (Nocetti, 2018).
Uno dei primi tentativi di ordinare gli elementi conosciuti risale al 1789, quando Antoine Lavoisier pubblicò un elenco di 33 elementi chimici raggruppati in gas, metalli, non metalli e terre (Andrés Felipe, 2017). Sebbene questa classificazione fosse utile all’epoca, esistevano notevoli differenze tra gli elementi; così, alcuni anni più tardi, nel 1817, Johann Wolfgang propose una classificazione dopo aver notato proprietà simili in alcuni elementi confrontandone i pesi atomici. In seguito, J.W. Döbenreiner organizzò gli elementi conosciuti in triadi e, nel 1862, quando erano stati scoperti più di 60 elementi, Chancourtois li organizzò in base al loro peso atomico disponendoli lungo un’elica (Lenntech, s.f.).
La tavola periodica moderna è attribuita a Dmitri Ivanovich Mendeleev, che, insieme a Lothar Meyer, organizzò gli elementi in una tabella secondo l’ordine crescente delle loro masse atomiche, suddividendoli in gruppi di sette elementi, e ne pubblicò la prima versione nel 1869 (Profesor en Línea, s.f.). In questa tavola periodica furono lasciati vuoti gli spazi corrispondenti agli elementi di cui non si aveva ancora conoscenza; questi furono indicati con i nomi di Ekaboro, ekaalluminio ed ekasilicio. La tavola fu accettata dagli scienziati dell’epoca e, con il passare del tempo, nel 1886 furono scoperti lo scandio, il gallio e il germanio, gli elementi sconosciuti previsti da Mendeleev (ProfeQuíMICA, 2019).




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Riferimenti:

Andrés Felipe. (2017). «Storia della tavola periodica» in Historia-Biografía. Recuperato da https://historia-biografia.com/historia-de-la-tabla-periodica/

Lenntech. (s.f.). Storia della tavola periodica. Recuperato da https://www.lenntech.es/periodica/historia/historia-de-la-tabla-periodica.htm

Mi Sistema Solar. (2018). L’alchimia: storia, che cos’è, simboli e molto altro https://misistemasolar.com/la-alquimia/#Historia_dela_Alquimia

Nocetti, F.A. (2018). "Alchimia e chimica". In NabbuBlog. Recuperato da http://nabbublog.blogspot.com/2018/11/alquimia-y-quimica-alchemy-and-chemistry.html

Profesor en Línea. (s.f.). La tavola periodica e la sua storia. Recuperato da https://profesorenlinea.cl/Quimica/tablaperiodicatexto.htm

ProfeQuíMICA. (2019). Dmitrij Mendeleev: il creatore della tavola periodica degli elementi. Recuperato da https://profequimica89.blogspot.com/2019/02/dmitri-mendeleyev-el-creador-de-la.html

Come citare questo articolo:

Nocetti, F.A. (2019). "L’origine della tavola periodica". In NabbuBlog. Recuperato da http://nabbublog.blogspot.com/2019/12/lorigine-della-tavola-periodica.html
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