Sul positivismo
Sul positivismo
- Il positivismo ha sia sostenitori sia detrattori; ecco alcuni punti a favore e contro questo modo di pensare
Il positivismo (Feigl, 2018) è la corrente filosofica (Qué es el/la, s.f.) che ha creato una delle regole più utilizzate per lo studio delle scienze naturali. Questa proposta fu creata da Auguste Comte e difesa da filosofi come Francis Bacon, offrendo strumenti come il metodo scientifico per la validazione della scienza. Questo modello ha avuto sostenitori e detrattori (Idoneos, s.f.), poiché, essendo di tipo empirista, mette da parte le scienze speculative e quelle di carattere più induttivo, come, ad esempio, la psicologia, la filosofia o la storia.
Questa corrente apparve in Francia all’epoca della Rivoluzione ed è controversa perché, essendo empirista ed escludendo tutto ciò che non è realizzabile attraverso il metodo scientifico, cioè le scienze umane e altre forme di pensiero, queste rimarrebbero fuori dalle scienze positiviste e non sarebbero oggetti di studio validi, ad eccezione della sociologia. In altre parole, tutte le scienze “morbide” cessano di essere scienze e restano solo le scienze “dure”, poiché verificabili con il metodo scientifico, che, in sintesi, consiste nell’avere un’ipotesi, verificarla sperimentalmente e fare in modo che questo esperimento possa essere replicato o confrontato. Uno dei problemi di questo metodo è che spesso si studia un fenomeno isolato, per cui intervengono meno variabili rispetto alle circostanze reali. Uno dei fenomeni che si verificano con questo modo di verificare le ipotesi è che si finisce per astrarre la conoscenza, cosa con cui il positivismo originale non è d’accordo.
Comte definiva l’umanità in tre stadi: il primo, uno stato teologico, in cui tutto veniva attribuito a diverse divinità; poi viene una fase filosofica o metafisica, in cui si cercano più risposte ai fenomeni naturali; per concludere con la fase scientifica o positiva, in cui si cercano le ragioni di come avvengono le cose. Il positivismo classifica anche le scienze, tra cui vi sono la matematica, la fisica, l’astronomia, la chimica, la biologia e la sociologia. In sintesi, il positivismo esclude tutto ciò che è speculativo o che si può ottenere tramite procedimento induttivo, anche se un punto a suo favore è che lascia fuori dalla scienza tutto ciò che può essere superstizione. Come conclusione, perché una visione positivista e l’uso del metodo scientifico siano validi, tutto dipende esclusivamente dall’obiettivo dello studio e da come vengono formulate le domande di ricerca.
Questa corrente apparve in Francia all’epoca della Rivoluzione ed è controversa perché, essendo empirista ed escludendo tutto ciò che non è realizzabile attraverso il metodo scientifico, cioè le scienze umane e altre forme di pensiero, queste rimarrebbero fuori dalle scienze positiviste e non sarebbero oggetti di studio validi, ad eccezione della sociologia. In altre parole, tutte le scienze “morbide” cessano di essere scienze e restano solo le scienze “dure”, poiché verificabili con il metodo scientifico, che, in sintesi, consiste nell’avere un’ipotesi, verificarla sperimentalmente e fare in modo che questo esperimento possa essere replicato o confrontato. Uno dei problemi di questo metodo è che spesso si studia un fenomeno isolato, per cui intervengono meno variabili rispetto alle circostanze reali. Uno dei fenomeni che si verificano con questo modo di verificare le ipotesi è che si finisce per astrarre la conoscenza, cosa con cui il positivismo originale non è d’accordo.
Comte definiva l’umanità in tre stadi: il primo, uno stato teologico, in cui tutto veniva attribuito a diverse divinità; poi viene una fase filosofica o metafisica, in cui si cercano più risposte ai fenomeni naturali; per concludere con la fase scientifica o positiva, in cui si cercano le ragioni di come avvengono le cose. Il positivismo classifica anche le scienze, tra cui vi sono la matematica, la fisica, l’astronomia, la chimica, la biologia e la sociologia. In sintesi, il positivismo esclude tutto ciò che è speculativo o che si può ottenere tramite procedimento induttivo, anche se un punto a suo favore è che lascia fuori dalla scienza tutto ciò che può essere superstizione. Come conclusione, perché una visione positivista e l’uso del metodo scientifico siano validi, tutto dipende esclusivamente dall’obiettivo dello studio e da come vengono formulate le domande di ricerca.
Riferimenti:
Feigl, H. (2018). "Positivism". In Encyclopædia Britannica. Recuperato da https://www.britannica.com/topic/positivism
Idoneos. (s.f.). Antipositivismo. Recuperato da https://filosofia.idoneos.com/filosofia_de_la_ciencia/antipositivismo/
Qué es el/la. (s.f.). Positivismo. Recuperato da https://queesela.net/positivismo/
Come citare questo articolo:
Feigl, H. (2018). "Positivism". In Encyclopædia Britannica. Recuperato da https://www.britannica.com/topic/positivism
Idoneos. (s.f.). Antipositivismo. Recuperato da https://filosofia.idoneos.com/filosofia_de_la_ciencia/antipositivismo/
Qué es el/la. (s.f.). Positivismo. Recuperato da https://queesela.net/positivismo/
Come citare questo articolo:
Nocetti, F.A. (2019). "Sul positivismo". In NabbuBlog. Recuperato da http://nabbublog.blogspot.com/2019/01/sul-positivismo.html

